lunedì 8 febbraio 2010

PAVIA. Il consigliere Pellegrino delegato per la sfida alla riapertura della cattedrale.

PAVIA. L’impegno del Comune di Pavia, insieme con la Diocesi, per la riapertura del Duomo ha preso il via con un duplice obiettivo: da una parte creare una vera e propria mobilitazione culturale cittadina per quanto riguarda il recupero di uno dei simboli più importanti per Pavia, dall’altro, concretamente, il reperimento dei fondi necessari al completamento dei lavori.
Il sindaco Alessandro Cattaneo e il Comune di Pavia hanno intrapreso questa sfida con entusiasmo, mettendosi a disposizione della città come punto di riferimento e supporto, con l’obiettivo di sensibilizzare la città e di creare un vero spirito di partecipazione da parte di tutti.
Per tutte le attività volte alla riapertura della Cattedrale, è stato quindi delegato il consigliere comunale Sergio Pellegrino, che rappresenterà il sindaco e il Comune nelle varie fasi del percorso operativo. “Si tratta di una sfida che la città tutta deve sentire propria – sono le parole di Sergio Pellegrino – ed è importante che ogni cittadino si senta protagonista, ognuno portando simbolicamente ma anche concretamente all’opera il proprio “mattoncino”. Insieme, con la partecipazione di tutti, per la nostra Cattedrale”.
“E’ fondamentale che la sfida per la riapertura del Duomo diventi un baluardo culturale centrale nel vivace panorama culturale di Pavia – aggiunge il sindaco Alessandro Cattaneo – e anche concretamente il Comune di Pavia si mette a disposizione di chiunque voglia sentirsi protagonista e contribuire fattivamente alla riapertura del nostro Duomo. Abbiamo per questo attivato una casella postale elettronica, insiemeperlacattedrale@comune.pv.it, a disposizione di chiunque voglia organizzare eventi o promuovere iniziative utili al raggiungimento dell’obiettivo. Da parte nostra ci sarà per tutti un supporto concreto”.

PAVIA. Sono 17 le nuove guide turistiche abilitate

PAVIA. SI è chiusa da poco la sessione d’esame 2009 per l’abilitazione dell’esercizio di guida turistica, la persona che accompagna singoli o gruppi sul territorio per visitare il territorio. La commissione ha abilitato 17 nuove guide turistiche che hanno dimostrato di sapere illustrare al meglio le attrattive storiche, artistiche, paesaggistiche, naturali ed etnografiche della provincia. Di queste, 11 sono risultate idonee per la lingua inglese, 2 per la francese, 2 per la tedesca, 1 per la spagnola e 1 per la giapponese.
Salgono così a 60 le guide turistiche abilitate dall’assessorato provinciale al turismo nel corso degli anni, da quando cioè Regione Lombardia ha affidato alle Province questo compito. L’assessore Renata Crotti commenta: “Ancora una volta abbiamo assolto un compito istituzionale importante che permette di elevare il livello qualitativo del servizio che rendiamo ai turisti, garantendo il massimo della professionalità”.

CASTEGGIO – La Primavera enogastronomica dell’Oltrepò pavese, evento itinerante

CASTEGGIO. Una delle ricchezze più importanti dell’Oltrepo Pavese, è data dall’enogastronomia.
Dalla consapevolezza dimostrata da ristoratori, albergatori ed operatori agrituristici che sia più che mai importante, per un territorio, presentare la tradizione ma soprattutto tutelarla per trasmetterla nel tempo alle giovani generazioni affinché non perdano “gli usi e i costumi” di un tempo, nasce “La primavera enogastronomia dell’Oltrepo Pavese”.
La manifestazione si identifica come una rassegna enogastronomica a tema, che si svolgerà nella prossima primavera da aprile a giugno nelle date del 24 e 25 aprile, 22 e 23 maggio, 19 e 20 giugno, coinvolgendo ristoranti, trattorie, alberghi e agriturismo dell’Oltrepo Pavese, che proporranno di volta in volta menù tipici legati alla produzione locale di qualità. Un’iniziativa che propone la riscoperta della cucina territoriale attraverso la cultura e l’interpretazione personale di ristoratori e operatori agrituristici protagonisti de “La Primavera enogastronomica”.
Queste scoperte enogastronomiche vogliono diventare un punto fermo delle tradizioni e degli usi locali per accompagnare anche i giovani, a scoprire le memorie culinarie che formano la ricchezza territoriale dell’Oltrepò Pavese. Una riscoperta enogastronomica che passa fra i prodotti più tipici della zona. I tagli di carne particolarmente adatti ad essere bolliti, i salumi freddi e caldi, gli animali del cortile, le salse e le mostarde fatte in casa, le paste casalinghe ripiene, le verdure dell’orto e la produzione vitivinicola che l’Oltrepo Pavese sa esprimere.
“La Primavera enogastronomia” però non vuole essere solo enogastronomia ma anche un viaggio itinerante attraverso l’Oltrepò Pavese che tanto ha da offrire dal punto di vista paesaggistico e storico-artistico

PAVIA – Ciocca deluso lascerà la delega di assessore provinciale. Ma perché dà fastidio?

PAVIA. Sembrava che ci potesse essere uno spiraglio per ricucire lo strappo fra il presidente della Provincia Vittorio Poma e l’assessore alle attività produttive Angelo Ciocca, ma oggi la decisione è stata presa. Ciocca domani si dimetterà da assessore provinciale e oggi, in una dichiarazione dai toni amari ha analizzato la situazione dichiarando: “Il presidente Poma senza averne alcun motivo se non quello politico, ha dimostrato mancanza di rispetto per l’alleato Lega Nord che con lui governa la provincia, mancanza di rispetto verso di me come persona e come rappresentante istituzionale, nonostante l’impegno ed il lavoro svolto in questi anni come esponente della Lega Nord, e nonostante il fatto che la Lega Nord abbia contribuito in modo importante a far vincere questa amministrazione”. E così sbattendo la porta in faccia a Poma, Ciocca ha annunciato per domani mattina l’ufficializzazione delle due dimissioni di cui intende rendere pubbliche le ragioni e conclude: “Il mio lavoro e quello della Lega Nord non si fermano”. Una crisi che conferma quella “distanza” che da sempre si è potuta registrare fra i due rappresentanti della Provincia ma che mai come ora, proprio per il momento elettorale, una crisi che rischia di compromettere l’esito del voto alle regionali.

E’ opinione di molti che questo “affaire” sia in realtà tutta una montatura costruita ad arte nell’ambito dei vertici della Pdl per tentare di mettere all’angolo un avversario ingombrante per la stessa Pdl visto il favore che Ciocca raccoglie non solo tra i leghisti, ma soprattutto nel settore artigianale e piccolo imprenditoriale ex forzista. Ed è anche il segreto di Pulcinella, ormai, che questa “congiura” ai suoi danni sarebbe stata ben vista anche da una parte della Lega che, ufficialmente tace ma che sott’acqua gongola, perché, legata ancora all’immagine originaria e mai dimenticata del Movimento, preferirebbe la vittoria dell’altro comprimario nella corsa al Pirellone, quel Lorenzo Demartini che ha sempre avuto il sostengo dello zoccolo “duro e puro”, più “antico” e “basista” della Lega che ha sempre intrattenuto rapporti cordiali con i vertici della PdL forse proprio in grazia del fatto che, meno interessato al settore economico-produttivo particolarmente attrattivo per l’area forzista della Pdl, risultava così un alleato comodo e utile e forse anche di modeste ambizioni. La presenza di Ciocca in lista, quindi, deve aver fatto l’effetto di un ciclone in un catino sparigliando i giochi; e a qualcuno, dicono voi di corridoio, non avrebbero perso l’occasione per metterlo all’angolo.

COSENZA. Luci, colori e suggestioni a San Marco Argentano

COSENZA. Sabato 13 febbraio alle 10 a San Marco Argentano in provincia di Cosenza, nel palazzo Santa Chiara, sarà presentata una personale di pittura dell’artista calabrese Roberto Russo dal titolo “Luci, Colori e Suggestioni”.
Al vernissage in sala consiliare interverranno Alberto Termine, sindaco della città, Lia Turano responsabile AMI.BE.C. Calabria, Antonietta Converso dirigente scolastico, Rosanna Caputo storico dell’arte, Gianni Marrello della Soprintendenza BAP per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone e Simona Feraudo restauratrice. Silvio Rubens Vivone farà da moderatore.
Subito dopo alle 12, presso il museo civico “Morelli”, accolto nel palazzo Santa Chiara, la cerimonia del taglio del nastro per l’inaugurazione della mostra. Alla manifestazione verrà distribuita una pregevole brochure, realizzata di recente con le opere, una biografia dell’artista, un elenco di testate e personalità che hanno scritto e trattato della pittura di Russo ed una presentazione di Silvio Rubens Vivone “Roberto Russo è un artista poliedrico. Il suo impegno nel campo delle arti ha tante sfaccettature e la sua ispirazione è dovuta ad una vita intensa che ne ha temprato il carattere e le conoscenze- afferma Vivone presentando l’iniziativa -. Nelle sue opere sono evidenti i colori forti e vivaci che ne rappresentano uno stato d’animo volitivo, sempre rivolto alla ricerca del Bello, fatto di suggestioni e particolari”.

VOGHERA. Tutti i numeri degli interventi della GdF dei controlli sulle accise

VOGHERA. Vendite ed acquisti di carburante in nero per circa 40.000 litri, ricavi occultati al fisco per oltre 20.000 euro, omessa fatturazione di materia imponibile per oltre 10.000 euro e la scoperta di un lavoratore in nero.
Questo il bilancio degli interventi finora svolti dalle Fiamme Gialle vogheresi nel settore della vigilanza sulle accise.
Con il controllo ultimato nei giorni scorsi nei confronti di un distributore stradale di carburante - il nono in un anno-, sono 5 i casi di evasione accertati dai finanzieri guidati dal tenente Giuseppe Granato nello specifico settore dei prodotti energetici.
Inseriti nel più vasto dispositivo di controllo economico del territorio predisposto dal Comando Provinciale di Pavia, i numerosi interventi effettuati dalla Tenenza di Voghera confermano la volontà di intensificare l’azione investigativa proiettandola sul piano preventivo, ed eventualmente repressivo, nella lotta alle frodi effettuate lungo tutta la filiera produttiva e commerciale attraverso l’indebito uso di beni esenti da imposta o con aliquota agevolata, e tramite la costituzione di impianti clandestini di fabbricazione o deposito.
I controlli, tutti condotti presso stazioni di servizio ed impianti adibiti alla distribuzione di carburante, hanno avuto anzitutto lo scopo di accertare il rilascio delle concessioni, autorizzazioni e licenze necessarie allo svolgimento dell’attività nonché, attraverso il confronto dei dati emersi dall’esame dei registri contabili e dalla misurazione dei volumi di carburante giacenti nei serbatoi, l’effettiva quantità di prodotto erogata.
In particolare, tra le irregolarità accertate, la più diffusa riguarda la mancata corrispondenza tra la quantità di prodotto erogata e quella indicata dal display delle colonnine, risultante dalla differenza tra carico e scarico contabile, la quale può sfociare in una eccedenza - il prodotto giacente è superiore a quello erogato - o in una deficienza - il prodotto giacente è inferiore a quello erogato-. Se questi valori superano le soglie tollerate dalla normativa di settore, vengono contestati come riconducibili, rispettivamente, ad acquisti o cessioni di carburante presumibilmente avvenuti in evasione d’imposta.
La vigilanza sulle accise e sulla trasparenza del mercato costituisce un obiettivo primario per la Guardia di Finanza come Forza di Polizia economica e finanziaria a competenza generale. Le imposte indirette denominate accise, che gravano sulla produzione e sul consumo di prodotti energetici, spiriti e tabacchi lavorati, incidono, infatti, in maniera rilevante sul prezzo finale dei prodotti determinando un elevato rischio di frode. Per questo, il Testo unico sulle accise attribuisce validi ed efficaci strumenti di accertamento, demandando ai militari i poteri ispettivi necessari per accertare l’effettiva destinazione dei prodotti, soggetti al particolare regime impositivo, negli impieghi dichiarati.
Proprio per garantire, anche nel comparto dei prodotti energetici, un impegno ispettivo capillarizzato su tutto il territorio dell’Oltrepò pavese, prosegue incessante l’opera di prevenzione e contrasto da parte dei finanzieri.

sabato 6 febbraio 2010

PAVIA. Il siero del latte produce carburante: Paolo Magni premiato al MIT

PAVIA. Nuovo prestigioso riconoscimento per Paolo Magni e il suo gruppo di ricerca, premiato al MIT di Boston in occasione di iGEM 2009 (http://2009.igem.org/Main_Page) per la ricerca tesa a ricavare biocarburante da siero del latte: un articolo di Nature appena pubblicato (Vol 46321 January 2010), nel fare il punto sui progressi della Biologia Sintetica, a dieci anni dall'uscita dei primi lavori, cita - accanto ai principali contributi di tutte le grandi scuole americane ed europee - il contributo dell'Università di Pavia. In particolare Nature sottolinea l'opera di caratterizzazione delle componenti biologiche, che il professor Magni e i suoi studenti hanno presentato a iGEM 2009. L'articolo, da titolo "Five hard truths for synthetic biology" , cita, unica italiana, l'Università degli Studi di Pavia, insieme a soli altri quattro centri di ricerca europei, per il contributo fornito nell'ambito della biologia sintetica, disciplina che consiste nell'ingegnerizzare e modificare organismi viventi già presenti in natura al fine di ottenere e realizzare nuove e utili funzioni. In particolare, l'ateneo pavese ha contribuito alla caratterizzazione e alla standardizzazione di promotori, ossia sequenze di DNA utilizzate per regolare l'espressione genica. Il contributo è stato importante in quanto ha permesso di aumentare le conoscenze su parti biologiche standardizzate utilizzate nell'ambito della competizione internazionale iGEM, alla quale il gruppo italiano ha partecipato, permettendo così di raccogliere informazioni indispensabili all'utilizzo pratico di queste componenti.Il riconoscimento per l’Università di Pavia, il professor Paolo Magni e i suoi allievi è particolarmente significativo, in quanto Pavia è l’unico ateneo italiano citato, accanto ai maggiori colossi della ricerca internazionale, tra i quali spiccano de università americane di Harvard Medical School, MIT (Randy Rettberg), University of California, Berkeley (Adam Arkin, Jay Keasling, JC Anderson), Stanford University in Stanford, California (Drew Endy), Boston University (Jim Collins), California Institute of Technology in Pasadena - Caltech (Frances Arnold, Michael Elowitz), UCSF (Chris Voigt, Wendell Lim), UC San Diego (Jeff Hasty), Duke University in Durham, North Carolina e lo spin off Ginkgo BioWorks (spin off) in Boston, Massachusetts (Reshma Shetty). I centri europei citati, oltre all’Università di Pavia sono Swiss Federal Institute of Technology (ETH) Zurich (Martin Fussenegger), Centre for Genomic Regulation in Barcelona, Spain (Luis Serrano), Medical Research Council Laboratory of Molecular Biology in Cambridge, UK (Jason Chin) e Imperial College London.

PAVIA. A maggio la Fiera delle Imprese Femminili

PAVIA. Spazio alle imprese realizzate dal mondo femminile e così a Pavia, dal 6 al 10 maggio, al palazzo delle Esposizioni si terrà la quarta edizione della Fiera delle Imprese Femminili promossa da Sportello Donna BIC Pavia.Un salone delle imprese femminili costellato da incontri, convegni, riflessioni, opportunità nell’anno europeo della lotta contro l’esclusione sociale con il tema: “Rilanciare l’economia, definire nuovi equilibri sociali: i paradigmi per la società post crisi. Il ruolo delle donne”. La Fiera è punto di riferimento dell’imprenditorialità femminile a livello regionale ed è un supporto conoscitivo, formativo e di consulenza concreto per ottimizzare e potenziare le risorse e le capacità femminili.
E' un luogo d’incontro dove affrontare le maggiori problematiche che tuttora condizionano la realtà imprenditoriale femminile, attraverso la diffusione delle informazioni e l’attuazione di percorsi formativi ad hoc e di forme di supporto tecnico ed economico. Incentivi concreti allo sviluppo di nuove imprese femminili e al consolidamento di quelle esistenti, azioni da promuovere e valorizzare, affinché possano costituire un contributo rilevante alla diffusione e al consolidamento della cultura imprenditoriale femminile in Italia e nel mondo.
L’evento prevede l’organizzazione di aree espositive e di aree di confronto. La prima area, suddivisa per tipologia di partecipanti, è caratterizzata dalla presenza di PMI gestite da imprenditrici, da aziende del credito, delle nuove tecnologie e dell’energia. Saranno inoltre presenti istituzioni comunali, provinciali e regionali.
La seconda area prevede alcuni importanti momenti congressuali: obiettivo principale della manifestazione è andare aldilà del convegno, coinvolgendo i presenti in un dialogo “interattivo”, attraverso interventi in video conferenza, workshop mirati e dibattiti.
Le testimonianze dirette di donne imprenditrici e rappresentanti di associazioni operanti a livello internazionale permetteranno di confrontare sistemi e interventi di realtà economiche distanti dalla nostra e dai quali potranno venire indicazioni e suggerimenti preziosi.

ROMA. La Falcri- Confsal contro la precarietà

ROMA. “La Falcri/Confsal ha eletto il 2010 anno da dedicare alla lotta contro la precarietà del lavoro - ha dichiarato il segretario generale della Falcri/Confsal Aleardo Pelacchi ai lavori dell’VIII Congresso Nazionale della Confsal (Confederazione Generale Sindacati Autonomi Lavoratori) - ma forse sarebbe meglio dire di un ulteriore impegno della Falcri/Confsal contro la precarietà, visto che da sempre attraverso iniziative, accordi, azioni e scritti, la battaglia contro la precarietà e per l’occupazione, la buona occupazione, è sempre stata presente per non dire prioritaria nel nostro Sindacato. La Falcri – Confsal, storico sindacato autonomo del settore bancario, crede che si possa e si debba uscire dalla precarietà rimettendo l’uomo e la donna e le loro esigenze al “centro dell’agire e del pensare”.
La precarietà porta con sé insicurezza oggettiva e soggettiva, che diventa incertezza delle condizioni di vita. Il precario vive una vita che comporta costi sociali e personali che si ribaltano sull’intera società. L’impegno della Falcri – Confsal di dedicare il corrente anno in particolare a questo tema è stato presentato e condiviso a Roma il 28 gennaio scorso durante la riunione del Comitato Direttivo Nazionale, che l’ha fatto proprio. “Tra le altre iniziative, si intende aprire un dialogo e quindi uno scambio con il mondo della precarietà, - ha aggiunto Pelacchi - per fornire e ricevere elementi utili a combattere ogni forma di cattiva occupazione, e consolidare un progetto che deve trovare sbocchi con l’intervento del legislatore”. “Vogliamo dare ai giovani ed ai non più giovani precari - conclude Pelacchi - motivi e strumenti per non sottomettersi e riprendere vita e dignità attraverso la presa di coscienza della propria persona, del suo valore e della possibilità reale di poter essere protagonisti propositivi di una nuova stagione.”

MILANO. Scure sui restauratori e migliaia rischiano di restare senza qualifica

MILANO. I restauratori lombardi chiedono il rispetto della loro professione, oggi messa a rischio da alcuni provvedimenti ministeriali che di fatto riducono da qualche decina di migliaia a poche centinaia i restauratori qualificati, quelli abilitati a progettare e a dirigere un intervento di restauro. Per tutti gli altri, rimane la sola qualifica di collaboratore restauratore, cioè di tecnici di secondo livello, a prescindere magari da anni e anni di esperienza maturata su opere di grande valore e prestigio. Tra i laboratori che rischiano di essere declassati, per fare solo due esempi, molte botteghe dei liutai cremonesi e le suore benedettine dell’isola di San Giulio sul lago d’Orta. Anche molti restauratori assunti negli anni dal ministero dei beni culturali con questa normativa non hanno più il riconoscimento diretto.
Di questo problema si è discusso stamattina in Regione ad un convegno organizzato dal gruppo consiliare del Partito Democratico al quale hanno partecipato le categorie professionali, i rappresentanti degli studenti dei corsi regionali di restauro, le maggiori istituzioni lombarde nel campo della conservazione del patrimonio culturale, le imprese del settore e dirigenti della Regine e del Ministero della istruzione e della ricerca. A tenere le fila i consiglieri regionali del Pd Luca Gaffuri, Carlo Spreafico e Francesco Prina che ha moderato la tavola rotonda a cui sono intervenuti anche il critico d’arte Philippe Daverio, l’onorevole comasca Chiara Braga e, per un saluto, l’assessore regionale alla Cultura Massimo Zanello e il candidato alla presidenza della Regione Filippo Penati.
I provvedimenti contestati sono i decreti attuativi (53, 86 e 87) dell’articolo 182 del Codice dei beni culturali, emanati lo scorso anno dal ministro Bondi, che di fatto istituiscono una qualifica unica riconosciuta di restauratore, che d’ora in poi potrà essere acquisita unicamente dai diplomati nelle pochissime scuole nazionali di alta formazione – si contano sulle dita di una mano, tra queste l’Opificio delle Pietre dure di Firenze, L’Istituto centrale per il restauro di Roma e la scuola del Mosaico di Ravenna, Venaria reale in provincia di Torino – oppure da chi supererà l’esame una tantum che definirà in una sola tornata chi ha diritto alla qualifica e chi no. Esame cui sarà ammesso solo chi potrà presentare entro fine luglio 2010 una documentazione che precede il 2000, in molti casi non reperibile o addirittura non prevista dalle normative allora in vigore.
A spiegare la situazione è stato Andrea Toniutti, vicepresidente del comitato “La ragione del restauro”, nato a Firenze a seguito dell’emanazione dei decreti in questione. “Il riordino della formazione professionale per i restauratori era necessario e atteso, ma così si va a scapito delle professionalità consolidate. Più che con il bisturi il ministero è intervenuto con l’accetta, e se non ci saranno cambiamenti di rotta, laboratori con esperienza decennale e restauratori molto esperti e qualificati non potranno mai avere la qualifica che occorre per progettare e dirigere i restauri. Con la diminuzione dei restauratori qualificati e l’aumento conseguente della manodopera con qualifica che diviene di secondo livello il settore andrà al massacro, con il massiccio ricorso ai subappalti e il proliferare di contratti precari se non di lavoro nero. Noi siamo comunque propositivi: abbiamo proposto documenti e cercato l’incontro con il ministero per poter apportare migliorie alla normativa attuale”.Vanda Franceschetti, docente di restauro all’Accademia di Belle arti Aldo Galli di Como ha sostenuto le ragioni delle scuole di restauro lombarde, che questa legge dequalifica pesantemente. “Nelle scuole lombarde si fa seriamente ma il Ministero dei beni ambientali e culturali ha deciso di declassare i nostri istituti, che negli anni hanno coperto l’assenza formativa dello Stato, e di dequalificare i nostri diplomati ope legis. Le scuole nazionali di alta formazione sono esclusive ed elitarie, senza contare che dal 2006 non attivano corsi di restauro. Avrà il ministero, il cui bilancio si contrae di anno in anno i soldi per aprire scuole d’eccellenza?”.Duilio Tanchis, coordinatore del Biennio della Scuola di Restauro all’Accademia di Belle Arti di Brera ha spiegato la situazione kafkiana di un corso di diploma di secondo livello “riconosciuto dal ministero dell’istruzione e della ricerca e poi disconosciuto dal ministero dei beni ambientali e culturali. I nostri studenti – ha dichiarato – si sentono depauperati, nonostante abbiano pieno diritto, per i titoli conseguiti, a restaurare l’arte contemporanea. Declassarli a una qualifica di secondo livello, quella di “collaboratori restauratori” è senza dubbio riduttivo. La legge nazionale tutela più una consorteria, una elite, che i beni culturali”.Francesca Cigoli, studentessa dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, intervenendo a nome degli studenti, ha spiegato le storture della prova d’esame per l’assegnazione della qualifica. “Sarebbe giusto che si istituisse una prova d’idoneità abilitante come per molte altre categorie professionali, non un esame una tantum che discriminerà tra restauratori e collaboratori restauratori. Di questi, inoltre, occorre istituire un elenco riconosciuto perché abbiano le necessarie garanzie”. Cigoli richiama anche l’importanza dell’esperienza maturata sul campo. “È illogico – spiega – che un ragazzo di vent’anni appena uscito da una scuola di alta formazione possa progettare e dirigere un restauro, mentre restauratori con anni di esperienza sul campo non potranno farlo”.Il consigliere regionale Carlo Spreafico ha invece spiegato come il trasferimento di competenze alle Regioni potrà dare maggiore chiarezza anche al settore della formazione. “Dal 2007 – ha spiegato - esiste un documento approvato dal Consiglio e voluto da noi per chiedere al Governo, allora era il governo Prodi, di aprire un tavolo per definire l’autonomia rafforzata sulla materie concorrenti fissate dal nuovo titolo quinto della Costituzione. Tra le nostre richieste c’è anche quella della gestione regionale del patrimonio artistico lombardo. Il governo Berlusconi non ha proseguito il lavoro iniziato col precedente esecutivo. Nella prossima legislatura il Consiglio regionale dovrà impegnarsi a far proseguire l’attuazione del nuovo quadro legislativo, che sarebbe decisivo anche per i restauratori”.

BRONI. Dal 27 febbraio torna la rassegna “Troviamoci a teatro…”

BRONI. Sta per rialzarsi il sipario del Teatro dell’Oratorio Alessandro De Tommasi di Broni. Prenderà infatti il via sabato 27 febbraio la rassegna teatrale “Troviamoci a teatro…” organizzata dall’oratorio bronese giunta alla sua quarta edizione. Il duplice scopo è sempre quello di ricordare l’attore comico dialettale di Broni, Lasarat cui la stagione è intitolata, ed offrire ai bronesi e a quelli dei paesi limitrofi un’opportunità per uscire di casa e trascorrere momenti lieti a teatro. Non da ultimo, anche l’obiettivo di celebrare la cultura popolare.
Le serate in cartellone quest’anno saranno sette, tutte di sabato e con inizio alle 21. Ci sarà prosa, teatro di rivista, musica ed un ricordo del beato don Carlo Gnocchi, a pochi mesi dalla sua beatificazione, con uno spettacolo suggestivo.
Si inizia sabato 27 febbraio con una “new entry”, i “Fuoridicopione” di Voghera che presenteranno “Curaag scapuma” per la regia di Beppe Buzzi.
Sabato 6 marzo sarà la volta del “Galà dell’Accademia” con gli insegnanti e gli allievi dell’Accademia Musicale di Stradella.
Il sabato successivo, 13 marzo, il Laboratorio teatrale dell’Unitré di Pavia tributerà un omaggio a Luigi Pirandello rappresentando due sue opere: “Le lumie di Sicilia” e “L’uomo dal fiore in bocca”.
Sabato 20 marzo salirà sul palcoscenico la Compagnia teatrale “I falsi d’autore” di Lungavilla con “I surpres ien mai finì”.
Sabato 27 marzo il ricordo sarà la volta di don Carlo Gnocchi e della sua grande testimonianza. “L’uomo è un pellegrino malato d’infinito” è il titolo di questo spettacolo, promosso dalla Fondazione don Carlo Gnocchi di Salice Terme, fatto di musica e letture sulla vita e sull’opera del beato.
La rassegna riprenderà dopo le festività pasquali e come tradizione sarà chiusa dalla Compagnia Dialettale dell’Oratorio di Broni che proporrà la rivista comico-musicale “Smanie per la villeggiatura e…ritorno”, una rivisitazione in chiave bronese della “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni. L’appuntamento con la compagnia bronese è doppio: sabato 10 e sabato 24 aprile.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’oratorio di Broni dal martedì al sabato dalle 15 alle 19 al numero 038552184.

CASTEGGIO - "English in action" per i bambini di Casteggio.

CASTEGGIO. È iniziato “English in action” il ciclo di lezioni di inglese tenuto da insegnanti di madrelingua in tutto il Circolo Didattico di Casteggio.
L’iniziativa che si ripete ormai dal 1996 per la scuola primaria e dal 1998 per la scuola dell’infanzia, permette agli allievi di assistere a lezioni coinvolgenti e divertenti tenute da due insegnanti Sylvia Verde per la primaria, in particolare le classi quarte e quinte, e Sylvie Mc Ewen per la scuola dell’infanzia. Il corso non è obbligatorio in quanto viene chiesto un contributo alle famiglie il cui consenso però è sempre stato molto ampio. Una volta al mese i piccoli sono coinvolti in lezioni tenute interamente in inglese e partecipano attivamente eseguendo giochi e semplici drammatizzazioni prendendo parte attiva nel racconto di storie.
Queste iniziative nascono da specifiche richieste giunte dalle famiglie e dalla sensibilità della docenti del Circolo che ha persino anticipato il progetto ministeriale denominato “Lingue 2000” e ne hanno dimostrato il valore e l’efficacia didattica. Il progetto prevede inoltre per tutte le classi quarte e quinte la visione di uno spettacolo teatrale in inglese e realizzato dalla compagnia “Play Group” che quest’anno si ispira al romanzo “L’isola del tesoro”. Inoltre, gli alunni delle classi quinte potranno sostenere l’esame di lingua inglese del Trinity.

CASTEGGIO. I Volontari San Pietro cercano una nuova sede.

CASTEGGIO. L’associazione Volontari San Pietro Pistornile onlus presieduta dal parroco don Pino Mazza cerca una nuova sede e chiede aiuto ai casteggiani per trovarla in fretta visto che l’attuale sede presso l’oratorio parrocchiale, dove da 10 anni svolge la propria attività, non è più idonea. Perché questa richiesta? “Nel 2009 l’associazione ha ricevuto un contributo della Regione per migliorare l’informatizzazione e potenziare la nostra attività – spiega Ileana Macellari consigliera dell’associazione –; questo ha aumentato il numero di assistiti che sono oggi 45 famiglie, e di iscriverci al Piano di Zona del Distretto di Casteggio. Per questo avevamo ricevuto dalla precedente amministrazione le chiavi di una sede in un locale dell’edificio in piazza Martiri, nel quale abbiamo raccolto i beni dell’associazione”. I volontari però trovano la sala destinata a loro, invasa dai banchi del mercato, dopo l’avvio di “Vien dalla campagna”. “Ci siamo rivolti al sindaco che ci ha ricevuti venerdì scorso presenti altre due nostre socie e l’assessore ai servizi sociali – spiega la Macellari -. Il sindaco ci ha ringraziato dell’opera che svolgiamo ma si è detto dispiaciuto per non avere per noi un’altra sede adeguata e che anche Palazzo Battanoli, di cui ha detto di essere riuscito a rientrare in possesso, non è agibile se non dopo un’ampia ristrutturazione per cui però mancano i fondi. Ha poi spiegato che nella palazzina di piazza Martiri intende riunire gli uffici dell’Asl entro 3 mesi e istituire un piccolo day hospital, per cui anche le altre associazioni dovranno lasciare liberi i locali”. Le socie dei Volontari di San Pietro aggiungono che il sindaco avrebbe sollecitato una loro collaborazione con la Cri di Casteggio in quanto la presenza del 118 avrebbe alleggerito i compiti della Croce rossa che così potrebbe intervenire in loro aiuto. “Certamente incontreremo la CRI casteggiana – dice la Macellari - ma dubitiamo che si possa realizzare una collaborazione viste le differenze delle reciproche competenze. Intanto però occorre trovare al più presto una sede all’associazione e chiediamo quindi aiuto ai casteggiani che conoscono il nostro lavoro e sanno che possiamo affrontare il costo dell’affitto”.