mercoledì 23 novembre 2011

CASTEGGIO. La maggioranza Lega-PdL da ieri sera non c'è più

CASTEGGIO. L’alleanza Lega-Pdl non c’è più a Casteggio; da ieri sera, al termine del provinciale della Lega, dove la decisione degli uomini del Carroccio è stata quella di chiudere un capitolo che non trovava ormai più rispondenza con la realtà, e aggravatasi all’indomani delle dimissioni di Mussi e Tagliani.
I due, che si sono auto dimessi, sono stati anche espulsi dalla Lega per inadempienza agli accordi siglati con il movimento e nei quali prendevano l’impegno di dimettersi dagli incarichi amministrativi ricevuti in rappresentanza della Lega qualora non ne fossero più stati parte integrante; ormai fanno capitolo a sé, e anzi sono indicati come “espressione del sindaco Callegari”.
Non aspettavano altro che la sospensione, hanno commentato gli uomini della Lega in queste settimane, per potersi immediatamente dimettere e restare in giunta come “uomini del sindaco” che, in una sorta di “campagna acquisti”, avrebbe così raggiunto un doppio obiettivo: da un lato smarcarsi dalla compagnia del Carroccio sentito già dalla campagna elettorale come “ingombrante” per le richieste avanzate, dall’altro essere con le mani libere senza mettere a rischio la stabilità della propria giunta avendo la certezza dei numeri.
E questa doveva essere apparsa più di “un’ipotesi” in Lega, già prima della campagna elettorale, altrimenti come si spiegherebbe la decisione di far sottoscrivere una lettera di dimissioni a priori ai due, se non per il sospetto “plausibile” di una loro defezione ad incarichi ottenuti?
Le trattative avviate da Braga con Callegari nei giorni scorsi, erano apparse da subito destinate a finire male: troppa certezza da parte del sindaco davanti ai numeri in consiglio e troppo distanti da lui le richieste della Lega che si rifacevano ad una sorta di etica politica che avrebbe avuto senso se l’accordo fra i due gruppi politici fosse nato sotto condizioni iniziali più serene e trasparenti.
In pratica la Lega chiedeva che i due assessori, tra cui uno con incarico di vicesindaco, venissero reintegrati anche con nominativi esterni ma espressione della Lega, nel rispetto dell’accordo preelettorale in base al quale, in caso di vittoria, ci sarebbero dovuti essere quattro nomi della Lega due dei quali assessori e uno dei due vicesindaco. Una scelta stabilita indipendentemente dai voti presi con implicite dimissioni da parte di chi si fosse trovato in mezzo agli obiettivi definiti dall’accordo.
Le trattative erano state condotte dall’allora segretario cittadino della Lega Mussi che poi venne eletto con una sessantina di voti e, nonostante l’esiguità del risultato, in funzione del ruolo direttivo ricoperto nel Carroccio casteggiano, diventò poi assessore e vicesindaco.
Una situazione vissuta con disagio dalla Lega locale e provinciale, peggiorata da una politica dei due assessori non condivisa con la base tanto che l’agitazione non è tardata a farsi sentire fino al punto di portare ad un commissariamento della sezione casteggiana che non riconosceva più i due assessori come propri rappresentanti.
E dopo una situazione profondamente sofferta dai militanti di Casteggio che sentivano la necessità di tornare ad avere un rapporto più stretto con il territorio e i cittadini, scontenti nel frattempo per le decisioni di un’amministrazione percepita come imposta dall’alto e non più condivisa sia dalla popolazione come pure dalla maggior parte della Lega, siamo arrivati alla decisione della sospensione dei due da parte del Carroccio.
Sei mesi per riflettere e ritornare nell’alveo del Movimento: nessuna cacciata a priori, spiegano dai vertici della Lega; lo conferma lo stesso Vittorio Braga esponente provinciale per gli Enti Locali incaricato dal segretario federale Giorgetti di affrontare la situazione e cercare una soluzione.
Le dimissioni in consiglio, senza preavviso da parte dei due, sono arrivate dunque come una bomba fra i leghisti che hanno letto questo atto come una conferma di accordi sott’acqua stabiliti fra i due ed il sindaco; così, nonostante un tentativo di ricostruire gli accordi, dovuto soprattutto per rispetto agli elettori e per analizzare la situazione, ricevuta in cambio una provocazione forte da parte del sindaco Callegari, di ridiscutere persino altri accordi, a Mortara e a Vigevano, come se si trattasse di un “mercato calcistico aperto”, la Lega ha detto basta ed il consiglio provinciale ha sancito la fine dell’alleanza ed il passaggio all’opposizione.